Instabilità alla Juventus: sei stagioni di cambiamenti e la ricerca di una nuova identità

05/22/2026

Il trionfo dello scudetto 2019‑2020, conseguito sotto la guida di Maurizio Sarri, sembrava aver posto le basi per un nuovo progetto a lungo termine alla Juventus. Tuttavia, il successivo ciclo di sei stagioni è stato caratterizzato da una rotazione frenetica di allenatori – Sarri, Massimiliano Allegri (interim 2021‑2022), Andrea Pirlo, ritorno di Allegri e, più recentemente, Massimo Motta – e di dirigenti, tra cui Fabio Paratici, Daniele Cherubini e Carlo Giuntoli.

Le conseguenze dell’instabilità dirigenziale e tecnica

In totale, si contano tra i 10 e i 15 cambi di volti chiave in questo periodo. La mancanza di continuità ha frammentato il progetto tecnico, impedendo lo sviluppo di un’identità tattica coerente. Un esempio emblematico è l’infortunio di Paul Pogba, che ha trascorso gran parte della stagione 2021‑2022 a bordo campo, lasciando un vuoto difficile da colmare in un contesto già incerto.

Allo stesso modo, la gestione di Dusan Vlahovic, arrivato nel 2022 con grandi aspettative, è stata ostacolata da un sistema di gioco precario, frutto di continui aggiustamenti di modulo e filosofia di gioco.

Il ruolo della Next Gen e i segnali di speranza

Nonostante le difficoltà, la rosa bianconera conserva giovani talenti che rappresentano una possibile rinascita. Nicolo Fagioli, già protagonista di momenti di brillantezza, e Alessandro Miretti, emergente centrocampista, incarnano la speranza di una Juventus più giovane e dinamica. Inoltre, la Coppa Italia 2023‑24 ha offerto al club la possibilità di riscoprire la mentalità vincente, mentre il ritorno in Champions League ha dimostrato che la squadra possiede ancora i mezzi per competere ai massimi livelli.

Le proposte per un futuro stabile

  • Unità di comando: un unico referente tecnico‑dirigenziale che possa guidare il progetto per almeno tre stagioni.
  • Continuità tattica: definire un modello di gioco chiaro e mantenerlo, evitando cambi di rotta a ogni curva.
  • Affidamento ai giovani: dare spazio a Fagioli, Miretti e ad altri talenti della Primavera, consolidando una politica di valorizzazione interna.

Come sottolineato da diverse voci interne, è fondamentale adottare il principio «Identità prima dei nomi» e smettere di «cambiare strada a ogni curva».

Una decisione cruciale per la Juventus

Con una storia ricca di successi e con risorse economiche tra le più importanti d’Italia, il club deve ora rispondere alla domanda fondamentale: «dove vuole arrivare». La risposta non risiede solo nella figura dell’allenatore, ma nella capacità di chi decide, nel modo in cui decide e nella durata di tale decisione, come ribadito: «Il problema non è solo chi allena. È chi decide, come decide, e per quanto tempo resta a farlo».

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