La Juventus tra crisi di governance e ricerca d’identità: dove vuole arrivare davvero?

05/21/2026

Nel 2020 la Juventus, guidata da Maurizio Sarri, conquistò lo scudetto che sembrava confermare la continuità di un progetto vincente. Tuttavia, i successivi sei anni sono stati segnati da una costante instabilità: cinque o sei allenatori, tra cui Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri e, più recentemente, Thiago Motta, si sono susseguiti in pochi mesi, così come almeno dieci cambi di dirigenti.

Governance e mercato: un percorso frammentato

Le frequenti modifiche alla dirigenza – presidenti, manager e responsabili sportivi – hanno influito negativamente sui piani tecnici. Le operazioni di mercato ne hanno risentito: gli acquisti di Arthur, Blaise Matuidi (Pjanic), il ritorno di Paul Pogba e l’investimento su Dusan Vlahovic hanno mostrato risultati altalenanti, incapaci di dare una spinta costante al club.

  • Arthur – centrocampista di grande tecnica, ma con scarso impatto nella fase finale delle partite.
  • Pjanic – esperienza, ma difficoltà ad adattarsi al ritmo della Serie A.
  • Pogba – ritorno atteso, ma infortuni e mancanza di continuità tattica hanno limitato il rendimento.
  • Vlahovic – promettente attaccante, ancora alla ricerca di costanza nel goal scoring.

Questa mancanza di coerenza ha impedito alla squadra di costruire un’identità tattica solida, lasciando i tifosi con il dubbio su quale fosse la direzione da prendere.

La Next Gen: speranza e sfide

Parallelamente, la politica di valorizzazione dei giovani ha portato alla ribalta talenti come Niccolò Fagioli e Alessandro Miretti. Entrambi hanno dimostrato qualità tecniche e visione di gioco, ma la carenza di un perimetro tattico definito ha reso difficile l’integrazione di questi profili nel progetto di squadra.

Thiago Motta e la ricerca di stabilità

Con l’arrivo di Thiago Motta, il club ha tentato di introdurre principi chiari di gioco. Tuttavia, come ha osservato un analista interno, “senza un perimetro stabile, la sua lavagna resta gessetto sull’aria”. La mancanza di un quadro strutturale stabile rende vano qualsiasi lavoro di progettazione tattica.

Verso una nuova era?

Per uscire dalla crisi, gli esperti suggeriscono tre pilastri fondamentali: un’unità di comando capace di garantire continuità tecnica, una governance più stabile e una fiducia decisa nei giovani della Next Gen. Solo così la Juventus potrà rispondere alla domanda cruciale: “Dove vuole arrivare davvero questa Juve?”.

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