Juventus: l’incertezza di un progetto tecnico frammentato

05/22/2026

Il contesto degli ultimi sei anni

Dal 2020 la Vecchia Signora ha vissuto una successione inusuale di volti alla guida. In sei stagioni si sono susseguiti sei allenatori, a partire da Maurizio Sarri, seguito da Massimiliano Allegri, poi da Andrea Pirlo e, più recentemente, da Thiago Motta. Parallelamente, dieci dirigenti hanno ricoperto ruoli di vertice nella dirigenza, creando un clima di continuità quasi inesistente.

Acquisti controversi e la loro influenza

Il mercato delle ultime due stagioni ha visto arrivi di grande profilo, ma spesso poco coerenti con un progetto tattico stabile. Arthur, Danilo Pjanic, Paul Pogba e Dusan Vlahovic sono stati acquistati con grandi aspettative, ma la mancanza di un fil rouge ha impedito loro di esprimersi al meglio. La gestione discontinua delle rotazioni e dei moduli ha trasformato questi acquisti in “casi di studio” di un mercato più di forma che di sostanza.

  • Arthur – centrocampista brasiliano, arrivato nel 2022, con difficoltà di adattamento al ritmo di Serie A.
  • Danilo Pjanic – regista esperto, ha mostrato sprazzi di classe ma ha faticato a trovare un ruolo fisso.
  • Paul Pogba – ritorno dal Manchester United, ha avuto pochi minuti decisivi in un contesto di continuità limitata.
  • Dusan Vlahovic – attaccante serbo, ha registrato un buon rendimento individuale ma senza un supporto tattico costante.

La Next Gen: speranze e limiti

Nonostante le turbolenze, la Juventus ha potuto contare su giovani di valore. Giovanni Fagioli e Nicolò Miretti hanno mostrato qualità tecniche e una mentalità vincente, ricordi delle promesse che portarono al dominio nazionale tra il 2015 e il 2020 sotto Allegri. Tuttavia, la mancanza di un percorso di crescita chiaro ha limitato le loro opportunità di consolidarsi come titolari.

Il ruolo di Thiago Motta

Nomina di Thiago Motta a capo allenatore nel 2024 ha rappresentato un tentativo di riportare ordine. Con i suoi “principi chiari” – disciplina difensiva, transizione veloce e valorizzazione della formazione interna – Motta si trova a operare in un contesto ancora troppo instabile. La sua sfida principale è costruire un’identità di gioco coerente, facendo leva su quello che la squadra ha di migliore: la solidità difensiva tradizionale e la capacità di far emergere i giovani.

Prospettive per il futuro

Per uscire dal tunnel dell’incertezza, la Juventus deve investire in un’unica visione tecnica, garantendo continuità sia in panchina che in dirigenza. Solo così potrà tradurre i mezzi a disposizione – struttura societaria, esperienza e una base di giovani talenti – in risultati concreti. La decisione più importante rimane quella di definire una direzione chiara, capace di riconciliare le ambizioni di mercato con una crescita organica del club.

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La Juventus, vincitrice dello scudetto 2020 sotto la guida di Maurizio Sarri, si trova oggi in una fase di profonda instabilità. In soli sei anni la panchina ha cambiato sei allenatori, passando da Sarri a Pirlo, da Allegri a Thiago Motta, con brevi esperienze intermedie.

  • Maurizio Sarri (2019‑2021)
  • Andrea Pirlo (2021‑2022)
  • Massimiliano Allegri (2022‑2023)
  • Thiago Motta (2023‑presente)

Il turnover non si è limitato alla sola figura tecnica: dieci dirigenti hanno lasciato il club nello stesso periodo, tra cui il presidente Andrea Agnelli, la cui uscita nel 2023 ha segnato l’inizio di un nuovo assetto societario.

Il progetto tecnico appare frammentato. Operazioni di mercato come l’acquisto di Arthur, Danilo Pjaca o Paul Pogba non hanno prodotto i risultati attesi, trasformandosi in “scorie” per il bilancio sportivo. Al contempo, la giovane promessa Dusan Vlahovic, arrivato nel 2022, necessita di un sistema di gioco stabile per esprimere appieno il suo potenziale.

Nonostante le difficoltà, la squadra conserva risorse di valore. I giovani Federico Fagioli e Alessandro Miretti hanno dimostrato resilienza e capacità di adattamento, offrendo una base su cui costruire un futuro più coerente.

Per tornare a vincere, gli esperti concordano sulla necessità di un’identità chiara, di un’unica unità di comando e di continuità tattica. Come sottolinea l’analisi recente, “la partita che conta si vince quando smetti di cambiare strada a ogni curva”. Thiago Motta, con i suoi principi tattici, avrà bisogno di stabilità per poter imprimere al club la filosofia di gioco desiderata.

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