Il contesto degli ultimi sei anni
Dal 2020 la Vecchia Signora ha vissuto una successione inusuale di volti alla guida. In sei stagioni si sono susseguiti sei allenatori, a partire da Maurizio Sarri, seguito da Massimiliano Allegri, poi da Andrea Pirlo e, più recentemente, da Thiago Motta. Parallelamente, dieci dirigenti hanno ricoperto ruoli di vertice nella dirigenza, creando un clima di continuità quasi inesistente.
Acquisti controversi e la loro influenza
Il mercato delle ultime due stagioni ha visto arrivi di grande profilo, ma spesso poco coerenti con un progetto tattico stabile. Arthur, Danilo Pjanic, Paul Pogba e Dusan Vlahovic sono stati acquistati con grandi aspettative, ma la mancanza di un fil rouge ha impedito loro di esprimersi al meglio. La gestione discontinua delle rotazioni e dei moduli ha trasformato questi acquisti in “casi di studio” di un mercato più di forma che di sostanza.
- Arthur – centrocampista brasiliano, arrivato nel 2022, con difficoltà di adattamento al ritmo di Serie A.
- Danilo Pjanic – regista esperto, ha mostrato sprazzi di classe ma ha faticato a trovare un ruolo fisso.
- Paul Pogba – ritorno dal Manchester United, ha avuto pochi minuti decisivi in un contesto di continuità limitata.
- Dusan Vlahovic – attaccante serbo, ha registrato un buon rendimento individuale ma senza un supporto tattico costante.
La Next Gen: speranze e limiti
Nonostante le turbolenze, la Juventus ha potuto contare su giovani di valore. Giovanni Fagioli e Nicolò Miretti hanno mostrato qualità tecniche e una mentalità vincente, ricordi delle promesse che portarono al dominio nazionale tra il 2015 e il 2020 sotto Allegri. Tuttavia, la mancanza di un percorso di crescita chiaro ha limitato le loro opportunità di consolidarsi come titolari.
Il ruolo di Thiago Motta
Nomina di Thiago Motta a capo allenatore nel 2024 ha rappresentato un tentativo di riportare ordine. Con i suoi “principi chiari” – disciplina difensiva, transizione veloce e valorizzazione della formazione interna – Motta si trova a operare in un contesto ancora troppo instabile. La sua sfida principale è costruire un’identità di gioco coerente, facendo leva su quello che la squadra ha di migliore: la solidità difensiva tradizionale e la capacità di far emergere i giovani.
Prospettive per il futuro
Per uscire dal tunnel dell’incertezza, la Juventus deve investire in un’unica visione tecnica, garantendo continuità sia in panchina che in dirigenza. Solo così potrà tradurre i mezzi a disposizione – struttura societaria, esperienza e una base di giovani talenti – in risultati concreti. La decisione più importante rimane quella di definire una direzione chiara, capace di riconciliare le ambizioni di mercato con una crescita organica del club.