Instabilità tecnica e dirigenziale: la Juventus alla ricerca di una rotta

05/22/2026

Negli ultimi sei anni la Vecchia Signora ha vissuto una successione senza precedenti: da Massimiliano Sarri a Massimiliano Motta, passando per Andrea Pirlo e Massimiliano Allegri, sono stati sei gli allenatori alla guida del gruppo.

Parallelamente, il vertice dirigenziale ha subito dieci cambi di ruolo, un flusso che ha minato la continuità di un progetto tecnico capace di mantenere la Juventus ai vertici del calcio italiano e continentale.

Acquisti altalenanti e l’eco di un vuoto

Gli investimenti più eclatanti – Arthur, Miralem Pjanic e Dusan Vlahovic – hanno prodotto risultati irregolari, mentre la partenza di Cristiano Ronaldo ha lasciato un vuoto di carisma e leadership difficile da colmare.

La speranza della Next Gen

Giovani come Niccolò Fagioli e Sandro Miretti rappresentano la linfa nuova, ma per trasformare il potenziale in continuità è imprescindibile una struttura stabile che sappia valorizzarli.

Il nodo decisionale

Come recita la frase chiave del briefing, «Il problema non è solo chi allena. È chi decide, come decide, e per quanto tempo resta a farlo», evidenziando che la mancanza di una leadership univoca ha ostacolato la definizione di una strategia coerente.

Verso una direzione definitiva

Il rientro in Champions League nella stagione 2023‑24 ha segnato un primo passo verso un piano di volo più coerente; tuttavia, la squadra deve ancora consolidare un’identità tattica e una governance che garantiscano continuità e meritocrazia.

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