Juventus, tra instabilità e la luce della Next Gen

05/21/2026

Una decennio di cambi di comando

Dal 2020, la Vecchia Signora ha attraversato una successione di sei tecnici, a partire da Maurizio Sarri, passando per Massimiliano Allegri, l’esperimento di Andrea Pirlo, un breve interim e, più recentemente, Thiago Motta. In parallelo, il vertice dirigenziale ha subito almeno dieci variazioni, creando un clima di continuità quasi inesistente.

Le operazioni a rendimento incerto

Le cessioni e gli acquisti più discussi – Arthur‑Pjanic, Paul Pogba, e la recente acquisizione di Dusan Vlahovic – hanno dimostrato una mancanza di coerenza strategica. Nessun progetto tecnico ha saputo integrare questi volumi di risorse, lasciando la squadra in una fase di ricostruzione perpetua.

La speranza della Next Gen

Nonostante il caos, la Juventus può contare su una giovane promessa: la cosiddetta “Next Gen”, con Lorenzo Fagioli, Niccolò Miretti e Yusuf Yıldız. La Coppa Italia 2023, vinta in finale contro la Lazio, ha mostrato la capacità di questi giovani di emergere nei momenti decisivi, offrendo un barlume di resilienza.

Il progetto tecnico di Thiago Motta

Il nuovo allenatore, ex centrocampista della Juventus, ha introdotto un calcio leggibile e “porta principi chiari, ma senza un perimetro stabile, la sua lavagna resta gessetto sull’aria”. La mancanza di un supporto dirigenziale stabile rischia di far svanire rapidamente le idee di Motta.

Verso dove vuole arrivare la Juventus?

La sfida più grande resta la ricerca di “unità di comando” e continuità. Solo con una visione condivisa, un progetto tecnico duraturo e la valorizzazione del merito interno, la Juventus potrà rispondere alla domanda cruciale: “Dove vuole arrivare davvero questa Juve?”.

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